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Un tetto per chi non ce l’ha

Con la disoccupazione in crescita e redditi medi appena sufficienti per le spese dell’abitazione, per non parlare della spesa alimentare e dell’abbigliamento, un terzo della popolazione italiana rischia la povertà e la perdita della casa. Un totale di 50.000 persone, forse più, è già precipitato sotto la soglia di povertà e dorme in strada.

LE SFIDE

I senzatetto sono esposti a un gran numero di pericoli e perdono molti dei diritti fondamentali che le persone con una casa danno per scontati, come un indirizzo che dia accesso ad assistenza medica, occupazione, credito e assegni integrativi. A tutto ciò si aggiunge un senso di perdita dell’identità dovuto alla mancanza di interazione sociale e della possibilità di condurre una vita normale.

I rifugi e le case di accoglienza sono sovraffollati e faticano a fornire un tetto temporaneo sia alla vecchia sia alla “nuova” generazione di senzatetto. L’insicurezza alimentare e abitativa non colpisce solo uomini tra i 45 e i 65 anni che dormono sotto i portici o in automobili ed edifici abbandonati a causa di problemi psichiatrici, familiari o di dipendenza da sostanze, ma sta diventando realtà anche per un numero sempre maggiore di padri single, anziani soli, giovani donne senza una casa o un compagno, famiglie sfrattate, giovani stranieri disoccupati o lavoratori poveri.

I NOSTRI OBIETTIVI

Il nostro obiettivo è creare soluzioni durature per i senzatetto nella nostra comunità locale traendo spunto da progetti pilota avviati negli Stati Uniti. L’iniziativa prevede un alloggio permanente o a medio termine per i senzatetto più vulnerabili, come alternativa alle sistemazioni occasionali nei dormitori. Sicurezza e permanenza sono requisiti essenziali per una vita migliore: è necessario ripristinarli per aiutare i senzatetto a riguadagnare l’indipendenza economica e sociale.

IL NOSTRO PROGETTO

Il nostro progetto pilota per i senzatetto, che verrà implementato nella città di Genova, si basa su tre pilastri. Innanzitutto vogliamo fornire un tetto permanente in una struttura sicura per un massimo di 12 persone e offrire aiuti di prima necessità che permettano loro di superare i disagi della mancanza di una casa, come la sicurezza alimentare, un ambiente sicuro, l’opportunità di interazione sociale e altri servizi quali sostegno linguistico, assistenza ai bambini e agli anziani. Una volta assicurato l’elemento principale, una casa, professionisti e volontari qualificati provvederanno a fornire assistenza psicosociale e sostegno educativo, medico e legale personalizzato, per aiutare chi viveva in strada a riguadagnare la propria identità e facilitarne il reinserimento nella società. Il terzo pilastro è preventivo e punta ad accrescere la sensibilizzazione sul tema, a modificare la percezione dell’inevitabilità della perdita della casa e a ridare voce ai senzatetto.

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