Il mare in 3D

Favorire un’economia circolare innescando un ciclo virtuoso per la salvaguardia del mare. I rifiuti abbandonati da pescatori e bagnanti trovano nuova vita attraverso l’utilizzo della stampa 3D. A questo, in sintesi, mira l’associazione culturale Scuola di Robotica attraverso la realizzazione del progetto Il Mare in 3D, supportato da Costa Crociere Foundation che pone il miglioramento ambientale al centro della propria missione.

La sfida

Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima.

(Jacques Cousteau)

Non sempre, purtroppo, gli esseri umani assumono comportamenti dettati dallo stesso profondo senso di rispetto e di meraviglia che il grande navigatore ed esploratore francese nutriva nei confronti del mare. Al largo della costa ligure, particolarmente conosciuta per la bellezza del paesaggio e per la presenza di specie dal rilevante valore commerciale, si verificano con troppa frequenza perdite di oggetti e di attrezzature da pesca di plastica e nylon, le quali, incastrandosi sul fondale marino, possono causare danni meccanici alle specie bentoniche e continuare a produrre catture accidentali. Tali materiali hanno poi tempi di degradazione lunghissimi, che possono arrivare addirittura a centinaia o migliaia di anni.

Come riuscire quindi a impedire un aumento nella produzione della plastica, diventata ormai insostenibile a livello globale, e a riutilizzare quella già attualmente in circolo? E inoltre: come rendere sempre più persone consapevoli delle possibilità date dai progressi tecnologici di ricreare oggetti utili per il ripopolamento del mare e per l’educazione ambientale? Sono questi i problemi e le sfide principali che Il Mare in 3D intende affrontare e risolvere.

OBIETTIVI

Lo scopo del progetto è avviare un processo virtuoso di economia circolare.

In primo luogo, i rifiuti di plastica e nylon abbandonati o persi in mare vengono recuperati grazie alla sensibilizzazione di tutti i diversi tipi di attori che agiscono nell’ambiente marino, tra i quali pescatori, turisti, abitanti delle zone interessate, ricercatori, istituzioni e scuole. Nella fase seguente si prevede che tali materiali, non biodegradabili, debbano essere riciclati e riutilizzati mediante la tecnologia di stampa 3D per produrre nuovi prodotti.

IL NOSTRO PROGETTO

La ricchezza nasce sempre dalla diversità: le differenti competenze e figure professionali – ingegneri, biologi e designer – presenti all’interno dello staff che segue il progetto e le esperienze maturate da Scuola di Robotica in ambiti solo apparentemente distanti tra loro, come educazione e tecnologia, contribuiscono in modo significativo al valore de Il Mare in 3D.

Il progetto si va a innestare su altre iniziative dell’OLPA (Osservatorio Marino per la Pesca e l’Ambiente) e del CIRSPE (Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca), supportate anch’esse da Costa Crociere Foundation e finalizzate alla sensibilizzazione del pubblico – per esempio turisti e studenti – relativamente ad attività di pulizia e recupero di rifiuti in plastica e di materiali dismessi.

È in questa fase che Il Mare in 3D entra in gioco con un proprio punto di raccolta, presso il quale le persone possono depositare gli oggetti raccolti e avviare il riciclo dei rifiuti, che rappresenta il primo passo verso la successiva creazione di nuovi prodotti mediante stampa in 3D.

Tra gli oggetti che vengono realizzati ci sono kit didattici dedicati al mondo del mare per bambini ipovedenti e non vedenti e per le scuole, stampando per esempio materiali che altrimenti non sarebbe possibile portare in classe, quali coralli e conchiglie.

Inoltre, vengono realizzati boe per segnalare la creazione di ‘percorsi blu’ sulla costa ligure di Ponente, strumenti da pesca e altri gadget.

Il recente sviluppo di software e app dedicati ha contribuito a velocizzare e a semplificare il processo di stampa 3D, rendendolo più accessibile anche ai non addetti ai lavori – in particolare i giovani, avvezzi all’uso dei device elettronici nella vita quotidiana – e avvicinandolo alle esigenze della società.

A tale proposito, alcuni dei giovani coinvolti nella realizzazione degli oggetti prodotti sono studenti provenienti da contesti difficili e a rischio di allontanamento dal percorso scolastico. Stimolarne la partecipazione nella fase di progettualità, fornire loro competenze tecniche professionalizzanti e favorire lo sviluppo della capacità di collaborazione all’interno di un gruppo di lavoro sono tutti elementi che concorrono a rendere Il Mare in 3D un progetto di assoluta rilevanza non soltanto dal punto di vista ecologico e ambientale, ma anche da quello formativo e sociale.

Questo video realizzato da Scuola di Robotica sintetizza il progetto in maniera molto originale.

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